domenica 6 febbraio 2011

Altro che Valpiana – Sa1

Seconda uscita del Sa1 con la Righini ma prima vera gita di gruppo. La meta è il Poncione della Valpiana in val Bedretto. Sono proprio felice di questa meta perché da tempo la val Bedretto è nel mio immaginario come un luogo incantato dove la neve scende copiosa. Calcolando il periodo di vacche magre questo diventa il rifugio peccato rum di noi sci alpinisti.
La giornata inizia subito bene: la sveglia non parte e verso le 5.30 solo la telefonata dei miei compagni di viaggio mi fa scattare giù dal letto!!! Ci troviamo alla solita DeAgostini dove trovo Beber con altri amici intenti a fare una bella giornata di skialp. Trovare gli amici in giro nei posti che frequento (Beber oggi, Giuliana e Giorgio da Sport Specialist ieri) mi fa capire che sono sempre più radicato in questo mondo di appassionati di montagna.
Arriviamo in val Bedretto, località All’Acqua. Fa caldo. Sembra aprile e non febbraio. I pendii a sud mostrano l’erba. Per fortuna si sale a nord-ovest.
Preparo la Venture. Sono molto curioso di vedere come và. Tutti sono abbastanza interessati da questo strano oggetto metà sci, metà snowboard.
La prima parte della salita è bella ripida.

La neve sfonda parzialmente ma con la split mi muovo agile. Piano piano prendiamo il ritmo di salita. Il sole fa capolino dalla cresta in mezzo ai larici creando giochi di luce e ombra abbastanza surreali.

Superato il dosso si apre un primo pianoro che ci fa respirare, ma proprio davanti a noi una parete quasi verticale ci sbarra la strada. Gianfranco (istruttore) l’arte della salita: con diagonali, inversioni e raccordi si può trovare la traccia ottimale per salire anche il “ripido” senza troppa fatica. Peccato che il secondo gruppo era con Cerino che ha optato per la linea diretta (credo sia apparso loro il paradiso con tutti i santi che cantavano in coro).

Finalmente usciamo al sole. Fa caldo e si sta bene in maniche corte. Manca poco al colle ma l’energie sono al lumicino. Anch’io mi sento fiacco. Sono abituato a tirar dritto con il mio passo. Spezzando il ritmo e fermandoci di frequente mi fa sentire più stanco del normale. O forse è la corda che pesa nello zaino (l’ho vinta per tutto il corso).

Si è fatto tardi e non riusciremo a fare la cima. Però abbiamo imparato un sacco di cose, abbiamo osservato, siamo stati immersi nella natura. Per questo siamo felici, anche senza cima.

Ci si prepara alla discesa. Il momento della verità. Come sarà questo rocker?
Prime curve: in effetti non curva come una tavola normale. Sul firn tipo primaverile: gira svelta e facile. Mi ritrovo a trattenere la curva dalla facilità con cui chiude.
Usciamo dalla luce. Qui subito la neve è dura e compatta. La tavola tende scapparmi da sotto. Probabilmente carico troppo indietro perché abituato al camber classico (anche la posizione degli attacchi è troppo arretrata). Mi scappa un paio di volte. Mi sento rigido.
Arriviamo sul muro di 100 metri che varranno l’intera gita e ogni goccia di sudore spesa oggi. 100 metri di neve fresca, leggera, morbida e intonsa. Ci catapultiamo giù uno alla volta. Qui il rocker si sente. Galleggia in modo imbarazzante. Mi ritrovo ad andare forte. Ci sono un paio di dossi appena accennati, ma basta pompare quel minimo per staccare il volo….wow che spettacolo. Siamo tutti a mille. Come sempre lo snowboarder fatica in salita ma gode come un riccio in discesa.

La seconda metà della discesa è su neve rigelata particolarmente difficile. Non so se è il rocker o sono io ma non riesco a venir giù come al solito.
Prova arva e poi giù per il bosco. Ormai scendiamo come un branco disordinato.

Siamo stanchi e la neve fa schifo…però quei 100 metri sono ancora lì nel nostro cuore.
Arrivati alle macchine ci si ferma per una birretta (peccato aver disatteso la tradizione delle torte, del salame e del vino a fine gita...bisognerà recuperare). Il gruppo è veramente bello e stiamo legando alla grande. Andar per monti con questi ragazzi mi fa dimenticare quest’inverno avaro di neve. Non resta che prender confidenza con la Venture…mi toccherà prendere un giorno di ferie!!!

N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSATIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.

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