domenica 29 dicembre 2013

Bunny hop the hole – freeride + ciaspole @ Rotella.

Dopo 1 settimana in Salento con 15° avevo proprio voglia di neve!!!
Purtroppo le feste hanno sparpagliato il gruppo e fino all’ultimo non sapevo cosa fare. Ma il solito tarlo s’insinuava…bisogna andare là dove quota, esposizione e boschetti mantengono la bella neve.
Incastro Riccardo e Andrea, scialpinisti doc, vogliosi di fare freeride. Si fidano ma non sanno cosa gli aspetta!!!
Abituati alle levatacce non fanno caso all’orario un po’ troppo in anticipo (dettato dalla carogna), così estremamente presto ci ritroviamo a Iselle. Bene, seconda colazione più panini DOC dalla signora (merito dell’appello di Francone). Con comodo arriviamo al parcheggio di Rothwald. Siamo i primi. 15 cm caduti nella notte ma nebbia!!! La ventilazione da nord condensa sul versante. Che sfiga, c’era cielo terso fino a pochi chilometri prima!!!
Facciamo il punto ma le alternative non convincono. La nebbia si dirada e decidiamo di rimanere. Mentre ci prepariamo una serie di wooom e vere e proprie bombe scuotono l’aria.  Altro che culo stretto.
Prima risalita. Causa passo chiuso nei giorni scorsi, non tutto è tritato anzi. Prima discesa di “riscaldamento” alla sinistra dell’ancora. Neve non facilissima soprattutto in basso. Ad ogni modo divertente.


I ragazzi apprezzano. Bene andiamo con cose più serie. Tagliamo dal piattone in alto per prendere la linea sul salto di roccia dove ho perso la tavola l’anno scorso (PS non conviene, meglio camminare in alto e divallare dove ci sono i divieti per rispetto della fauna).
Qui verginone. Scendo verso una pendenza via via più sostenuta. Per fortuna il gps mi segnala il punto dove NON sbagliare l’ingresso ed evito di ritrovarmi appeso come l’anno scorso. Scendo veloce ma c’è qualcosa che non và. Già ho accorciato il passo, montato estremamente largo, ma fatico a entrare bene nella curva in front. Per mantenere la frontalità non chiudo bene la spalla anteriore. Provo a cambiare l’angolo portandolo a +21. Svolta di giornata. Nel bosco ripido mi trovo subito meglio.


Altri due giri su questo pettine pazzesco dove ci sono mille linee (alcune ancora inesplorate a guardare bene la cartina). Scendo tra gli alberi e punto un dosso leggero dove saltare. Vedo due tracce ai lati e la neve oltre. Insomma un dosso innocuo…con un buco di roccia al centro!!! Non c’è molto da fare, salto e via…arrivo giusto giusto sull’altro lato. Mi sbraccio per segnalarlo agli altri e marco la posizione sul gps. Gran culo, se ci fossi caduto dentro mi sarei fatto davvero male se non peggio. Davvero inaspettato ma può capitare quando si percorrono linee inesplorate.
Aprono il secondo impianto. Ci lanciamo a prenderlo ma ormai tutta la dorsale e tritata. Ci buttiamo nel bosco basso. Qui la neve è meno bella e i passaggi numerosi. Facciamo un solo giro e molliamo il colpo.


Sono le 12.30 e molto è già stato fatto. Per completare al meglio la giornata perché non fare una pellatina?
Vediamo una bella traccia salire sul dosso a lato del comprensorio (Hohture 2409 mt). Dai sorrisi sembra davvero bello.


Tiriamo su ciaspole e pelli e saliamo. Riccardo si chiama fuori (peccato) e si offre per il recupero.
Con Andrea saliamo. La traccia è ben fatta e portante quasi sempre. Ogni tanto sprofondo fino al ginocchio, motivo per cui ho mollato le ciaspole, ma si sale bene. La dorsale fatta da 3 anticime sembra non finire mai. Abbiamo fatto solo 400 metri “defaticanti” ma arrivare in cima non è stato proprio una “passeggiata”.
Salendo avevo visto una bella “paginetta” intonsa. Ci teniamo alti. Parto a destra della traccia e subito mi rendo conto di essermi portato troppo sulla cresta!!!


Meglio tenerci sulle tracce finche il pendio si apre. Qui è intonso e la neve perfetta!!! Molliamo i freni e giù a bomba. Spettacolo!!!
Urlo come un matto…punto il rado boschetto cercando di saltare su ogni dosso…discesa da godersi tutta d’un fiato…incrocio altri skialper, driblo anche loro che mi guardano indispettiti che uno snowboarder goda così tanto!!!


Andrea è un po’ cotto (crampi diffusi) ma la neve è talmente bella che si lascia sciare da sola. Giù in basso ci ricongiungiamo alle tracce di discesa ma ci sono ancora ampi spazi. Evito di finire nella forra del Rio Fronbach e mi tengo per i pratoni dell’alpe Wase fino alla strada.
Neve perfetta fino in fondo. Solo 2 km di distanza e la neve è rimasta più fredda e migliore. Sciata perfetta. Quando ce la si guadagna è sempre meglio!
Riccardo ci recupera al volo. Zero sbattimenti. Una giornata da incorniciare.

PS: progetti futuri. A parte i vasconi del Maderhorn davvero golosi, sarebbe bello fare una traversata salendo la Punta di Terrarossa dal Simplonpass e scendere non per la Wasmertalli, ma per il bacino di nord ovest. Dalla cima dell’Hohture sembra fattibile. Dalla cartina ci sono almeno due incognite (la discesa sul bacino e il superamento di una fascia rocciosa a 2700 metri). Insomma un bel progetto che merita un ulteriore sopralluogo, magari dopo una bella nevicata.
N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSARIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.
 

sabato 21 dicembre 2013

Cervinia's bingo – 4rs is meigl k 1

Finalmente è arrivata. E’ arrivata abbondante. Dopo 1 mese di siccità, dopo l’ultima gita sul marmo, dopo tutti questi giorni di lavoro a testa bassa…ecco il regalo di Natale.
Solito giro di consultazioni frenetiche ma sembra una moria: prima uno poi l’altro…via via tutti si chiamano fuori. Regali, stress, stanchezza, feste, donne, valige…insomma tutti hanno una scusa…ma forse non ci credono. Nemmeno io sono molto convinto sul da farsi. Il grosso l’ha scaricato nel cuneese…e sarebbe una bella vasca. Freeride? Magari…ma non c’è fondo…mah…
Sento Giuliano…a questo giro abbiamo quasi concordato l’incontro…ma la vasca è notevole e non me la sento…peccato, mi sarei divertito. Ma ho voglia di sciare parecchio…quindi si va a Cervinia con snowboard e sci…non si sa mai.
Solo soletto arrivo presto. Già in basso si vedono accumuli notevoli! La carogna sale. Salgo a Cime Bianche dove gl’impianti sono ancora chiusi. Nessun problema, mi lancio giù per la pista per fare un po’ di riscaldamento. Dopo pochi metri la pista è chiusa e non battuta. Ci sono 50 cm di polvere zuccherosa. Non ho indossato ancora nemmeno l’arva ma non so resistere, mi butto in questo bordopista spettacolare.

Riprendo gli ovetti. Stranamente c’è poca gente in giro. Forse tutti a comprare regali. Poca competizione, meglio per me. Metto l’arva e mi preparo. Inizio a pensare che sarà una gran giornata. In basso ho toccato sul prato. In alto come sarà? Sotto la testa grigia ci sono molti sassi e si rischia di spaccare grosso.
Mentre salgo vedo aprire una linea sotto la Gobba di Rollin. Mi lancio all’inseguimento ma non riesco ad avere la velocità per traversare in traccia. La soletta di questa Jones proprio non scorre nonostante la sciolina fresca. Non importa, mi tengo vicino i paletti. Ci sono i vecchi sastrugi creati dal vento impetuoso del mese scorso e ricoperti dalla neve nuova. Potete immaginare la sciata: un salto via l’altro. Bello tecnico ma divertente.

Altro giro: vedo alcuni aprire la spazzatura. Non resisto e  mi butto dentro. Dopo due curve su neve marmo ecco la sorpresa: polvere, polvere, polvere. Mi lancio a 200 in una delle mie linee preferite qui a Cervinia.
Dopo un passaggio ostico su rocce, per fortuna piatte e quasi innocue, altre curvone fino all’uscita. Qui incrocio 3 snowboarder. Nemmeno uno sciatore davanti. Vabbè sarà una ravanata totale. I ragazzi aprono. Facciamo gioco di squadra per tracciare l’uscita. Per assurdo qui tocchiamo più roccette. Alcuni solchi anche profondi ma per fortuna innocui. Vabbè il gioco è questo ma ne vale la candela. I ragazzi mi accolgono con loro…ed io ringrazio perché mi faranno fare una giornata spettacolare.

Curva dopo curva scambiamo due parole e scopro che il giro del fumo è quello lì: Albus, Riccardo e Marzia. Avevo già letto di loro e finalmente li ho conosciuti. Ma la sorpresa che qualcosina anche loro avevano letto di me.
Ci buttiamo sul lato svizzero dove il vento ha fatto danni ma in qualche canalino della bella polvere si trova. I ragazzi si muovo esperti come a casa loro. Mi piace come il divertimento e la powder non offuschino la valutazione della stabilità e le scelte di quali linee fare o meno.

Rientriamo in Italia. Sono stanco e a casa “hanno già ri-chiamato”. Marzia scende per la pista. I ragazzi parlano di un certo Carlo…figurati se me lo faccio scappare. Dico solo che siamo i primi nonostante l’ora tarda. La polvere è da paura e l’ambiente magico.

Scendono anche loro verso il parcheggio…con divagazione finale nel boschetto basso di Cervinia. Una linea che non avevo mai considerato. La neve migliore della giornata con inclinazione perfetta e serie di salti.

Ho dato tutto. Gli sci immacolati sono giustamente rimasti in macchina. Sono due giorni che cerco di smaltire l’acido lattico…e un sorriso ebete stampato in faccia! Grazie ragazzi, Buon Natale.

N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSARIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.

domenica 15 dicembre 2013

Canale Guglie di Cornera – Vesco pesca il jolly.

Oggi gita con gli istruttori. Tutti vanno al Cazzola. Noi no. Franco vaga tra lago Nero e rio Buscagna.
Non sembra molto sicuro della meta ma ho fiducia. La neve se non è scarsa è pessima. L’ambiente è lunare.


Ad ogni modo risalire soli soletti in un ambiente incantato è sempre una bella sensazione. In teoria la meta è la Punta d’Orogna. Anziché prenderla dal Cazzola saliamo dal pianone. E’ una variante che non ho mai fatto, quindi sono contento di esplorare questi luoghi. Sbuchiamo in alto sotto le guglie di Cornera. Franco alza lo sguardo a valutare dei “canali” imbeccato la sera prima dal Perelli. Il secondo canale sembra messo bene. Ah però…di bocca buona il Francone! Molto felice della scelta imbocchiamo il conoide tra poca neve e molti sassi e rocce fuori. Lucone opta per la risalita a piedi.
 
Io e Klaus seguiamo. I ragazzi con le ciaspole riescono a tenere bene anche senza ramponi. Vesco davanti a tutti. Sopra neve durissima e pendenza sostenuta. Ramponi fuori. Iniziamo la risalita a zig zag. Saranno 350/400 metri di risalita. Non male come 3 gita di stagione.
 
Al sole ci si scioglie…ma in alto ombra e freddo. Il canale si stringe e s’impenna. Vesco non ha i ramponi e si ferma. Franco, Lucone, Astrid proseguono.
 
Lucone è già in cima. Estraggo la picca anche solo come fattore psicologico. Salgo fin sotto alla sella. Qui la pendenza aumenta costringendoci ad appoggiarci al pendio. Meglio mi sento più sicuro. Arriviamo in cima in 4: Lucone, Franco, Musa ed io.


Vento freddo e poca voglia di rimanere lì…scendiamo in retromarcia su neve inconsistente (rotta la crosta, solo cristalli sfaccettati in cui cercare di far presa). Non c’è da sottolineare che ho il sedere stretto.
Raggiungo la piazzola dove con Musa ci prepariamo per la discesa. Sistema la split “appeso” e attento a non farmi scappare nessun pezzo. Ho quasi ultimato quando Lucone dice: “no merda!”. Mi giro e vedo uno snowboarder perdere la lamina in back e partire giù dritto come una fucilata. Il canale fa una curva e lo perdiamo di vista. Al momento non penso alle possibili conseguenze ma mi si stringe ancora di più (potete immaginare cosa).
Parto in front molto cauto e picca in mano. Scendo a foglia morta fino alla piazzola dove si sono fermati gli altri. Mi sentirei di provare una curva in back ma non voglio rischiare. Appena sotto il canale si allarga. La neve è dura ma tiene. Giro e spingo bene stando basso sui talloni. Ovviamente non posso rimanere in back quindi subito in front. La cosa funziona quindi prendo sempre più fiducia e inizio a scendere e a divertirmi. Sotto la pendenza ritorna sui 35° e le curve vengono bene. Mi fermo al limite delle rocce dove c’è Marcello e Sprea mesti e impietriti.
Era Vesco con lo snow.
S’è fatto tutto il canale scivolando ad una velocità folle per arrivare sulle rocce dove ha ruzzolato violentemente. Franco sta chiamando l’elisoccorso.

Raggiungo Vesco giusto per dare il telo argento e tenerlo caldo ma siamo già in troppi. Lo vedo vigile ma ben tritato. Per fortuna la successiva tac escluderà ogni complicazione. Lui scherza dal letto d’ospedale con il suo solito spirito. Grande Vesco…che jolly.
Scendo verso l’Aldone che ha visto tutta la scena. Rimettiamo le pelli e risaliamo per prati verso la dorsale del Cazzola.

Da qui discesa per le piste. Siamo tutti scossi dall’accaduto. Le parole spese post sono mille e più o meno tutte valide…ma alla fine credo che ognuno di noi deve valutare cosa può o non può fare…e considerare che per quanto bravi si può cadere. Vesco è assolutamente all’altezza di quella discesa ma la curva in back è traditrice. Ad ogni modo è andata di lusso e ci sarà presto occasione per risalire in sella.

 

N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSARIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.

sabato 14 dicembre 2013

Azzi duri al chiaro di luna al Cazzola!


Due giorni aggiornamento istruttori al Devero. Posto meraviglioso…se ci fosse la neve!
Purtroppo la penuria è drammatica. Sulla piana 20 cm sfondosi ricoprono il dedalo di canali e di concime…non solo le ricerche arva sono “banali”, ma il rischio di ritrovarsi letteralmente “nella merda” è altissimo. Ad ogni modo il ripasso è sempre gradito soprattutto per chi, come me, è alle prima armi.
Passiamo tutta la giornata la freddo. Sono bene coperto ma i miei TLT5 non brillano per coibenza. Ho voglia di rifugiarmi al calduccio.
Rincasiamo all’albergo Alpino dove approfondiamo con un “bel” video le tecniche di scavo (ovviamente dopo un paio di birre)…cercando di mantenerci svegli…ma inesorabilmente prima uno poi l’altro capitoliamo.
Ore 17.00…briscolona? La cena è tra 2 ore…no dai…sgambatina! Ma mi mo…certo che vengo. Ci prepariamo al volo e subito siamo sulle piste chiuse del Devero. Partenza a razzo nemmeno fosse una gara skialp. Ovviamente la split sul duro è una rogna…ma non mollo. Il gruppo si sgrana con i forsennati davanti ad un ritmo folle. La risalita sotto la luna piena in un mare di stelle vale mille sforzi. Superiamo di poco l’ultimo skilift, poi la situazione è tale che ci costringe a fermarci: non c’è più neve!!! Il sole e il vento hanno fatto bei disastri, non sembra proprio dicembre. Scendiamo su un duro levigato, a volte grumoso. L’ambiente è super ed era tempo che volevo fare una skialp al chiaro di luna. Arrivo giusto giusto per ammazzarci di polenta salsiccia e formaggio. Ottimo carboloading per domani!

domenica 1 dicembre 2013

In piz in piz al Grandinagia

La Val Bedretto non delude mai. Si, questo è l’assioma per antonomasia. Per quanto frequentata e inflazionata, appena ti sposti di un metro, trovi gite fantastiche e poco frequentate con ottima neve.
Certo, trovare buona neve dopo 1 settimana se non di più dall’ultima nevicata, con il vento forte che ha spazzato in tutto il periodo e i mille scialpinisti che si riversano sulle poche classiche in condizione…insomma è una bella impresa.
Per questo motivo cerco una gita più di soddisfazione e diversa dal solito. Il Pizzo Grandinagia sembra fare al caso. Inoltre Poz mi aveva confermato alcune intuizioni e mi convince che è la gita giusta.
Domenica ci ritroviamo al parcheggio all’Acqua con il solito ormai, gruppone: 14!!! Come se non bastasse il parcheggio è già full, ci sarà più di un centinaio di persone, tra cui Pietro, Cero e Sara. Loro sul Poncione, come molti.
Iniziamo la salita nel bosco e noto subito che il freddo intenso e l’esposizione nord hanno conservato una neve fantastica. Non ho molte aspettative. Fuori dal bosco il vento avrà tirato e spazzato. Il boschetto è abbastanza tritato ma l’ambiente è da favola.

L’avvicinamento un po’ più lungo seleziona le persone. Dopo poco ci ritroviamo in pochi e da soli, cosa che apprezzo sempre tantissimo in montagna. Le gite affollate proprio non mi piacciono.
 
Oggi rispolvero l’attrezzatura ufficiale: Venture appena sciolinata con attacchino Dynafit, scarpone hard rimesso “a nuovo” e soletta ortopedica che supporta il mio piede piatto. In salita sento subito la differenza.
Stefano invece arranca. Inizia ad avere dei crampi e non tira più come la settimana scorsa. Inoltre procediamo meno “tirati”. Non voglio esplodere. Preferisco salire in progressione.
Dopo un po’ sbuchiamo fuori dal bosco. Panorama da favola. Molti verso il Passo San Giacomo. Io già vedo solo 3 tracce di discesa dal Pizzo Grandinagia e mi gaso.

Stefano scappa in avanti e manca i bivio. Deve passare più alto. Lo perdo di vista. Solo dopo saprò che arrivato al colletto decide di rientrare. Troppi crampi per lui. Mi spiace.
Ci ritroviamo davanti in pochi: io, Ale, Aroise e Mise. Ci alterniamo con una coppia che al colle si ferma. Noi proseguiamo sulla poco invitante pala finale. Rocce fuori, neve dura e pendenze sui 35°.
Salgo per un po solo con le pelli. Poi metto i rampant per non rischiare. Scelta azzeccata perché invece di smadonnare su ogni dolina dura anche se breve, procedo veloce e conservo energie. Ale mi guarda sempre meno convinto della split. Questione di gusti.
Superata la fascia rocciosa e ripida si apre un bel pendio che non avevo considerato. Sopra scorgo altri sciatori. Mannaggia ma da dove sono saliti!!! Ad ogni modo ce n’è per tutti.
Arrivati al deposito sci saliamo le facili roccette fino alla cimetta strettina: posto per 4!

Devo dire che il finale piccante non è niente male. Ale si muove disinvolto, io, che sono più cagasotto, procedo più accorto anche se la presa dello scarpone hard fa la differenza.

Spiro ci raggiunte provando un anticipo di SBA2.
Arrivano anche gli altri mentre noi iniziamo a scendere. Il deposito sci inizia ad essere abbastanza affollato. Inoltre vedo Mise già sulla traccia di discesa. Mannaggia…cambio veloce, tanto che non metto ne cuffia ne mascherina e parto. Neve subito dura e ventata. Mi porto nella conca sperando di trovare qualcosa di meglio ma, in realtà, fa abbastanza schifo oltre ad alcune rocce affioranti che rischio di prendere in pieno.

Arrivo al sole sano e salvo e senza rigoni! Mi sistemo finalmente con la mascherina e aspetto Ale e Aroise.
Spiro non c’è…ma non c’è tempo di attendere. Riparto bello baldanzoso dimenticandomi che siamo sul punto più duro e pelato. Dopo due curve tiro il freno a mano e scendo con cautela evitando di tritare la tavola.
Arrivo al colleto. Altri sono scesi sulla paretina ma la neve, vista da vicino, non sembrava un gran che.
Che fare? Stare nei dossi di salita dove un po’ di neve carina c’era o buttarci a lato?
Mah…però quella neve increspata di solito vuol dire buona…mi butto. Boooombaaaaa!!!!

Oggi mi sento in me…la tavolina gira che è un piacere. Lo scarpone è un filo ingessato ma sempre reattivo. Ecco un bel pillow…vuuumm…saltone e via.
In basso sempre meglio. Stando sulla sinistra delle conchette la neve è da paura. Ci portiamo sempre più a destra dove ci sono solo le nostre tracce. Ale è preoccupato della ravanata. Io lo rassicuro: con me la ravanata è assicurata! So che ci stiamo portando sul salto di roccia, pertanto inizio a tagliare verso sinistra.
C’infiliamo tra gli arbusti e svalichiamo qualche rio. Sotto la bastionata. Per fortuna le tracce di salita sono a pochi metri. Sganciamo e risaliamo una decina di metri. Piccola ravanata ma grande goduta!
Più sotto un po’ di trito fino ad uscire su una zona di pillow ancora vergine…e via di salti!!!
Ci fermiamo in fondo appena prima del rientro semipiatto. Grande scorpacciata e grande sciata!!!
Il rientro è un po’ sbattone ma siamo con il sorriso stampato fino alla birretta al parcheggio.
Spettacolo…adesso speriamo che nevichi a dovere perché non ci sono troppi jolly nel mazzo!

PS: abbiamo visto un canale niente male…Ale quando torniamo?
 

N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSARIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.