lunedì 27 dicembre 2010

Andrermatt regno del freeride e del ravanage

Come smaltire i pesanti pranzi di Natale??? Facile: fare del buon freeride!!!! Il problema semmai è dove andare!!!! Con un po’ di reticenza mi faccio ingolosire dai quei 70cm caduti ad Andermatt anche se in cuor mio già so che la mezza giornata di sole di ieri avrà permesso di tritare tutto e anche di più. Partiamo con Marzio e il Seba. Arriviamo presto. Fa il solito freddo, il sole è ancora dietro le creste ed i pini sono carichi di neve…insomma se non fosse Andermatt sarebbe la condizione perfetta. Saliamo e già dal secondo troncone vediamo che tutto il visibile è stato macinato…anche linee impossibili o inconcepibili (uno sperone piatto dritto, largo non più di un metro, lungo una ventina che butta su un salto di una decina di metri…ho visto solo le tracce ma credo che quello sciatore o aveva le ali o il paracadute…viceversa lo troveranno ancora lì a primavera!).
Siamo in cima. Guardo verso sud. Abbiamo le ciaspole e potrebbe essere un’idea….ma dopo l’infortunio al ginocchio dell’immacolata le mie condizioni sono un’incognita…onestamente potrei sciare 5 minuti ed essere costretto alla ritirata. Partiamo con un riscaldamento easy puntando la partenza dell’ancora sulla destra. Qua e là qualcosa ancora si trova ma è un po’ sconsolante. Per fortuna il ginocchio tiene e già son felice. Dopo 3 settimane di fermo forzato ero abbastanza nervoso. Saliamo con l’ancora e noto sul versante che scende verso l’Unteralp dei bei fazzoletti vergini.

Ci buttiamo dentro e per un centinaio di metri riusciamo a surfare una neve bellissima e leggera…peccato che subito dopo siamo dentro ai bush di Andermatt (una fastidiosissima vegetazione bassa fatta di arbusti che se non ricoperta da metrate di neve rende il tutto veramente fastidioso). Incomincia un super ravanage…oltretutto per non farmi mancare nulla ero con la Selecta a coda di rondine e lunga 175cm!!!! Cerchiamo di raggiungere la parte bassa della pista ma in mezzo c’è una bella gola che ci sbarra la strada. Mi tocca scendere tra gli arbusti e cercare il passaggio migliore…guadagnata la pista mi faccio ingolosire da un bel pratone a destra…come resistere…dopo pochi secondi ci ritroviamo a snowboardare tra le case!!!

Abbiamo perso parecchio tempo. Per fortuna non ci sono molte persone, così dopo poco siamo di nuovo in cima. Non resta che tentare il solito Fensental e se dovesse esser tritato ciaspole e via.
Ci buttiamo a manetta dentro il fensental e…incredibile…è rimasto ancora molto da fare!!!! La neve è stupenda e il tavolone mi permette di superare facilmente anche le zone non troppo pendenti.

Vado giù dritto per dritto sapendo che a metà ci sarà un bel salto di roccia. Sono pronto ad una virata improvvisa a destra quando vedo che il canale centrale è percorribile. Detto fatto siamo dentro. Pochi metri ci sparano sul secondo troncone ancora in buone condizioni…che spettacolo. La Selecta dopo la modifica (ho segato via lo spoiler di plastica dalla coda di rondine) è uno spettacolo: gira al primo accenno della testa, molo meno faticosa anche su neve non leggerissima o a bassa velocità. Ora si che è diventata un’arma per il frerride anche se rimane un po’ troppo morbidella.
La valle diventa gibbosa e ci divertiamo a scendere fluidi sfruttando la forma del terreno…sembriamo biglie sulla sabbia…saltiamo, curviamo in controtendenza, tiriamo dritto…spettacolo!!!

Siamo nella parte finale a destra. So che dobbiamo restare alti per tornare facilmente alla funivia ma il bush è veramente fastidioso. Ancora super ravanage. Propongo di scendere a destra dopo…torneremo a piedi ma almeno il bosco è divertente e sciabile.
Altro giro. Ci stiamo prendendo gusto. Peccato che il cielo s’inizi a velare. La visibilità crolla e siamo costretti a cambiare le lenti. Inizio ad essere un po’ cotto, l’assenza d’allenamento si fa sentire. Terza discesa. Ormai non si vede più nulla. Sono obbligato a seguire le tracce per non finire su salti o pianori.

Temo sia arrivato il momento di rientrare.
Alla fine siamo contenti però…non è più la vecchia Andermatt di 5 anni fa. Come ricordavo la neve, ormai, non riesce nemmeno a poggiarsi. Ormai è satura, è conosciuta e sputtanata. Il business è arrivato anche qui. Lo skipass è schizzato a 50 euro. Insomma una follia.
Me ne vado con un retrogusto amarognolo…e con il pensiero che difficilmente tornerò…addio Andermatt.

N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSATIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.

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