domenica 16 dicembre 2012

Passo Tartano – Vedi quando le cose semplici non sono banali.

Dopo il lungo w-end dell’Immacolata (dove ho colto due curve polverose a Bormio con tempo infame ma, per contro, ho lasciato ad altri una domenica strepitosa a Livigno che ancora mi rode) finalmente si riesce a organizzare un’uscita con i ragazzi. Ha nevicato un bel po’…ma ha fatto anche davvero tanto vento. Inoltre il rialzo termico previsto incasina tutti i piani… Vento da nord, vento da sud, vento da ovest…rialzo fino a 1800 mt…che gita incastrare? Mi sono scervellato non poco ma questo rompicapo proprio non riesco a risolverlo. Vorrei una gita esposta a sud- sud ovest. Partenza a quota 1500 e arrivo al massimo a 2700..magari fino a 2200 nel bosco. Pendii dolci e ondulati. Chiedo troppo? Evidentemente si perché ho consumato 4 diverse guide tra Ossola, Ticino, Engadina e Valtellina…ma l’incastro proprio non si trova. A questo punto sragiono…mi vengono in mente delle gite sbagliate. Troppo alte e troppo esposte ai venti, con accumuli sicuramente instabili. Per fortuna il confronto con i miei compari mi riporta con i piedi per terra. Decidiamo di andare in Val Tartano a fare una bella gita MS con vetta a 2100 mt. Quello che ci vuole. Saliamo i numerosi tornanti che portano all'imbocco di questa sconosciuta valle. Superato l’ultimo paese la strada, eccezionalmente ben pulita, termina a quota 1300 mt. Con le pale ci scaldiamo spalando una nicchia dove parcheggiare. Non fa freddissimo ma nemmeno troppo caldo. Inoltre l’esposizione a nord ci lascia tutti in ombra. Partiamo sulla dolce strada che per circa 4 km porta verso l’interno della valle. Il sole fa capolino dalle basse creste scaldandoci e colmando di luce i pendii.
Il fondo rigelato non ci fa ben sperare per la qualità della neve anche se confido di trovarla buona sopra i 1700. Al primo ponte dobbiamo svoltare ma qualcosa non torna. La recensione per il Dosso Tacher indica una quota diversa…mi sa che abbiamo cannato bellamente…poco male, ripieghiamo sul facile e ben tracciato Passo Tartano. Alcuni scialpinisti ci superano.
Loro prendono la stradina sulla sinistra. Noi tagliamo a destra nel bosco sperando di accorciare. Macchè!!! La traccia è un continuo Sali e scendi tra buchi, rigagnoli e voltamaria…insomma perdiamo tempo e forze per guadagnare il piano a quota 1800. Finalmente sbuco dall’infido bosco e con gioia noto che la neve, per quanto umida e pesante, non è crostosa ne rigelata. Noto anche numerosi distacchi ad ogni esposizione e su pendenze alquanto modeste.
Ed io che volevo fare il Suretta!!! Fuori come un balcone!!! Nemmeno la Cima di Lemma oggi, anche se qualcuno si avventurato…rischiando…forse troppo, forse no…opinabile. Cedric la dice giusta: in alcuni casi la valutazione è un po’ come il calcio…si può parlare per ore ma non ci sono evidenze che diano ragione ad uno o all’altro…ma per la regola della riduzione del rischio se si è incerti meglio rinunciare. Quindi al passo (solo 700 mt di dislivello) ci cambiamo e ci prepariamo per scendere sotto la cresta in pieno nord dove a solo 2 metri aveva staccato un piccolo lastrone.
Credo che un po’ ce la siamo giocata..limitando i danni partendo uno per volta. Apre il Rugge…la neve impaccata non è il massimo per gli sciatori..ma per lo snowboard è perfetta tanto che Cedric se la gode fino in fondo.

 Tocca a me. Troppo invitante il lato a destra. Gli altri sono fuori a sinistra. Parto. Le prime curve su pendenza perfetta sono spettacolari. La forma a fish della Venture la fa galleggiare che è un piacere. Dopo questa prima sezione la pendenza diminuisce ma compaiono una serie di dossi e sponde che sono uno spettacolo da surfare!!! Ragazzi saranno stati solo 200 metri ma sono valsi l’intera gita!!! Per fortuna ci sono ancora un centinaio di metri fino al piano dove godersela un po’. La neve è via via più pesante e la fatica si fa sentire. Comunque molto bello. Ora bisogna decidere se scendere nel bosco per la via di salita o a destra lungo il sentiero/stradina. Tutti gli esperti skialper incontrati non hanno dubbi…meglio il bosco. Io, Manuel e Ced da navigati snowboarder (dal motto "Il pericolo è scarpinare") preferiamo il sentiero…sicuramente più continuo del boschetto. Così è stato…peccato che la stradina sia larga solo 1 metro con sassi ai lati, alberi e curve a gomito. Insomma tavola dritta scendendo come biglie impazzite sapendo di non aver spazio per frenare. Una discesa di puro istinto. Una vera figata!!!

Certo il rischio di fare un cappottone era dietro l’angolo…ma alla fine ce la siamo proprio goduta mentre gli altri s’incastravano tra le fronde e i buchi del bosco.

Arrivati alla strada larga il più è fatto. La dolce pendenza si lascia sciare velocemente in discesa facendoci gustare ogni cm di questa gita.

Ottimo bilancio per una giornata non certo banale (numerosi incidenti in montagna). Se ci ripenso mi rendo conto che più vado avanti più cresce un timore reverenziale e la consapevolezza dei miei limiti superati in passato più per sopravvalutazione che per esperienza. Il bello è che ogni gita, facile o difficile che sia, è sempre una bellissima avventura che vale la pena d’essere vissuta.

 N:B: PER AFFRONTARE UN FUORIPISTA IN SICUREZZA (ANCHE QUELLO PIU’ BANALE VICINO ALLE PISTE) E’ NECESSARIO AVERE ARVA (ACCESO IN TRASMISSIONE) PALA E SONDA. NON IMPROVVISATEVI SE NON AVETE ESPERIENZA DELLA ZONA O DELLA NEVE. CHIEDETE A PERSONE COMPETENTI TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE CONDIZIONI DEGLI ITINERARI E DELLE ZONE PERICOLOSE CHE SOLO QUELLI DEL POSTO CONOSCONO. FONDAMENTALE PER GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA E’ PIANIFICARE A CASA PER TEMPO IL FUORIPISTA CHE VOLETE INTRAPRENDERE, MA NON FERMATEVI AL SOLO BOLLETTINO: BISOGNA SEMPRE VERIFICARE SUL POSTO OSSERVANDO ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI DELL’ITINERARIO E DECIDERE, ANCHE ALL’ULTIMO MOMENTO, DI RINUNCIARE SE NON SI E’ SICURI O TROPPO RISCHIOSO.

Nessun commento: